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Palazzo Pitti – Firenze

Il Palazzo Pitti è situato sul colle di Boboli e fu costruito nella seconda metà del XV da Luca Pitti, ricco mercante fiorentino. Giorgio Vasari ne attribuisce il progetto a Filippo Brunelleschi a cui Pitti lo commissionò verso il 1440. Da un dipinto di Alessandro Allori possiamo osservare che l’edificio originale era formato da un corpo compatto con sette finestre su due piani e tre portali.
La struttura di Palazzo Pitti rispecchia il modello di palazzo rinascimentale: un cubo la cui altezza sia pari alla profondità, con uno stile in pietra ricavate dalle colline di Boboli tipicamente fiorentino. La superficie è suddivisa in tre piani, un balcone attraversa l’intera facciata e sotto il tetto è presente una loggia. La facciata è il risultato di ampliamenti e nuovi inserimenti iniziati a partire dal 1558 da Bartolomeo Ammannati che inserì due belle finestre nei portali laterali originali del Quattrocento. I lavori furono portati avanti da Giulio Parigi dal 1618 e vennero aggiune finestroni sui piani superiori.
Nel 1919 fu decretato il passaggio di tutti i beni allo Stato italiano; dopo quasi quattro secoli finì la funzione regale di Pitti; oggi è sede di molti fra i più prestigiosi musei fiorentini.
Le sale di Palazzo Pitti insieme ad altre costruzioni dell’annesso Giardino di Boboli ospitano molti tra i più importanti musei Fiorentini. Camminando attraverso la grande scala opera dell’Ammannati troviamo nel primo pianerottolo tre busti di arte romana, al secondo una statua del Cinquecento di Antinoo ed al terzo troviamo il Genio Mediceo, un fanciullo che tiene in mano una sfera ed un piccolo ariete con coda di delfino.
Al primo piano è possibile ammirare un ampio vestibolo con un grande lampadario di cristallo del XVIII secolo; da qui si accede alla Galleria Palatina ed agli Appartamenti Reali. Salendo invece possiamo accedere alla Galleria d’Arte Moderna.

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